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INVITO: PAOLA ZORZI VALENTINA - POVAROVA - DISSIDENZE INCROCIATE DALLA RUSSIA

paola zorzi - valentina povarova
CORRISPONDENZE e DISSIDENZE INCROCIATE DALLA RUSSIA
san pietroburgo - mosca - milano - biella

con la partecipazione straordinaria degli artisti non conformisti:
larisa astrein, vladimir bugaev, nicolay gutzu, ion koman, andrey mudrya, mikhail roshnyak, alexandr schumov, mikhail tzarush
tra questi alcuni facevano parte del gruppo cosiddetto della malaya gruzinskaya, la via di mosca dove in uno scantinato venivano
organizzate mostre non ufficiali.
villa cernigliaro, già luogo di ritrovo degli intellettuali di punta che durante il fascismo si ritrovavano per opporre resistenza al regime,
prosegue in questa sua vocazione dando voce alle ricerche delle avanguardie artistiche e alle tante espressioni culturali dell'arte contemporanea
.

VILLA CERNIGLIARO & LA SERRA dei LEONI
Via Clemente Vercellone 4 - SORDEVOLO (BI)
22 settembre - 30 ottobre 2019

comunicato stampa.html - DISSIDENZE INCROCIATE CON LA RUSSIA/ DECLINANDO IL LIBRO D'ARTISTA/ RENDILI LIBERI

comunicato stampa originale.pdf

poetica VALENTINA POVAROVA

poetica PAOLA ZORZI

G A L L E R Y / O P E R E - TESTO INTRODUTTIVO
clic sulle miniature in basso per ingrandire e far scorrere le immagini della GALLERY

valentina povarova paola zorzi opera valentina povarova paola zorzi omaggio a malevic valentina povarova opera blu paola zorzi_chateau d if

questa mostra vuole documentare, sulla base del reciproco lavoro artistico, la corrispondenza epistolare intercorsa tra paola zorzi e valentina povarova, artista di san pietroburgo contattata da paola zorzi in seguito ad una mostra di arte postale tenutasi a milano. valentina povarova aveva avuto come maestro sterligov, un allievo di malevic, e in russia con un gruppo di artisti non allineati aveva realizzato ben 300 mostre underground in clandestinità, questo prima della caduta del muro di berlino

opera povarova_blu scalare ascensionale paola zorzi_sotteso_bussola opera valentina povarova 10_paola zorzi_striscia nera_gaza 11_valentina povarova paola zorzi_dimensioni

parallelamente sono presenti opere di alcuni artisti russi collegati alla figura dell'artista ion koman incontrato la prima volta da paola zorzi presso la galleria rino costa di casale monferrato nel 1993. con alcuni di questi artisti l'artista biellese ha avuto l'opportunità del tutto eccezionale di esporre sia in italia che in russia.

valentina povarova paola zorzi_dove finisce l'infinito valentina povarova 16_paola zorzi_trapezio_costruire nello spazio multiforme valentina povarova opere paola zorzi_il quadrato esce dal disegno

il collegamento è rappresentato dalle avanguardie storiche europee – russe in particolare - di cui tutti gli artisti presenti in questa mostra sono eredi diretti e/o continuatori in qualità di artisti "non conformisti" attivi nell'unione sovietica da prima della caduta del muro di berlino. alcuni di questi vantano inoltre di aver avuto come insegnate vladimir sterligov, a sua volta allievo di kasimir malevic.

19_valentina povarova 20_paola zorzi_immagini retiniche 1 21_valentina povarova 22_ paola zorzi_img digitali valentina povarova paola zorzi_img retiniche

qualcosa sulle avanguardie russe
vale la pena ricordare che storicamente le avanguardie storiche russe, nonostante avessero avuto un ruolo determinante nella rivoluzione d'ottobre, furono presto represse anche a causa del potere che ancora esercitava l'ambiente accademico e che la nuova arte metteva in discussione. dopo lenin, a seguito della feroce repressione del periodo stalinista, si affermò dunque l'accademismo più convenzionale e con questo i canoni estetici del cosiddetto "realismo socialista".

valentina povarova  paola zorzi_dimensions valentina povarova paola zorzi_una linea nera valentina povarova paola zorzi_optical in the middle

dissidenze incrociate
in pratica il contraltare della pubblicità, affermatasi come fenomeno estetico nei paesi occidentali, ad est sarebbe stato rappresentato dalla propaganda politica. ma mentre la pubblicità affermatasi in regime capitalista si prestava in parte all'innovazione stilistica*, seppur strumentale e fortemente condizionante in senso capitalista e consumista, le forme attraverso cui si andava affermando la propaganda nei paesi dell'est erano per molti tratti simili a quelle del fascismo. * la pubblicità oggi, in alcuni casi (vedi pubblicità progresso, green economy ma anche generica...), pare diffondere parallelamente e promiscuamente messaggi che esulano dai diktat del mero marketing che - pena la sparizione dal mercato - impone quale target finale profitti ottenuti attraverso la persuasione. in realtà al profitto, considerato in un contesto virtuoso, dovrebbe corrispondere la realizzazione degli obiettivi ottenuti attraverso un giusto supporto economico. purtroppo però non siamo ancora in questa condizione sistemica virtuale. per non parlare di pubblicità ossessive e regressive che continuano comunque a condizionare al ribasso la società.

valentina povarova paola zorzi_rifrazioni 33_valentina povarova 34_paola zorzi valentina povarova paola zorzi installazione_sotteso

le sperimentazioni radicali di inizio secolo che, anche grazie alle grandi aspettative determinate dalla rivoluzione di ottobre, si erano sviluppate e affermate in modo dirompente, una volta marginalizzate furono in seguito portate avanti e conosciute dall'occidente trasversalmente attraverso i canali più disparati. ma solo a partire dagli anni cinquanta, e soprattutto settanta, venne riconosciuta la giusta importanza alle avanguardie russe fino a quel momento bistrattate in urss e considerate materia da specialisti in occidente.

paola zorzi_bussola particolare installazione valentina povarova iconografia paola zorzi installazione_sotteso paola zorzi installazione_sotteso paola zorzi installazione_sotteso

e mentre in russia gli artisti protagonisti di quella eccezionale stagione venivano eclissati e le opere salvate dalla distruzione da curatori e custodi di musei che ebbero il merito di nasconderle nei più inaccessibili recessi dei musei, all'estero qualcosa era riuscito comunque a transitare attraverso chi era riuscito a emigrare o fuggire.

il bauhaus
il bauhaus che aveva accolto alcuni di questi artisti, tra questi kandinsky e moholy nagy, e che era entrato in contatto con malevic e le teoria del suprematismo e dell'unismo, fu uno dei canali attraverso cui la radicalità di quelle ricerche e metodologie transitò. in effetti i vchutemas, istituti tecnico-artistici superiori operanti in russia già dal 1921 (mosca e pietrogrado, oggi san pietroburgo), ipotizzavano una sintesi tra arte e tecnica e sono da considerarsi il corrispondente russo del contemporaneo bauhaus tedesco. una tale novità metodologica, antigerarchica, democratica, improntata alla collaborazione e al lavoro di gruppo, unita ad un'estetica completamente nuova, ebbe però vita difficile ovunque: i vchutemas furono chiusi dalla dittatura stalinista, il bauhaus fu costretto alla chiusura dal nazismo (mentre le opere e gli artisti furono definiti degenerati), il newbauhaus trasferitosi a chicago ebbe vita relativamente breve costretto come fu alla chiusura per motivi economici. il metodo fu però recuperato da alcune tra le industrie più illuminate degli stati uniti e acquisito dall'istituto superiore di design dell'istituto di tecnologia dell'illinois.

oggi molte di quelle acquisizioni e sperimentazioni di inizio secolo fanno parte della nostra vita sia in quanto design, architettura, metodologia (apprendimento progressivo), fattori motivazionali, sia perché ormai parte dell'arte contemporanea.

ma cosa era accaduto a chi era rimasto in unione sovietica?
i protagonisti delle avanguardie non ebbero certo vita facile. in parte dovettero accettare dei compromessi, malevic stesso dopo essere pervenuto al "quadrato nero", cioè ad un'arte "non oggettiva" (nel senso che non rappresentava o copiava oggetti o la natura), ritorna al figurativo seppur sottoposto ad un certo grado di astrazione e riduzionismo (nel senso di sintesi); vera ermolaeva, teorica con malevic del suprematismo, muore di stenti in un gulag; rodcenko utilizzerà il mezzo fotografico in modalità molto innovative ma pur fotografando da particolari prospettive (e forse proprio per questo) le parate ufficiali di regime ad un certo punto sarà radiato dall'albo dei fotografi, per tutta la vita terrà poi vivo il ricordo dell'amico majakovski suicidatosi in circostanze mai del tutto chiarite; kobro e strezminsky - teorici dell'unismo - in polonia saranno perseguitati sia dai nazisti che dal regime cosiddetto comunista che li emarginerà mentre alcuni loro allievi porteranno avanti in clandestinità le loro teorie sulla visione...
e così via.

avanguardie ieri e oggi. più ci allontaniamo, più siamo fedeli alla tradizione
ma queste realtà culturali, quegli artisti, malevic in particolare, che aveva dato molta importanza all'insegnamento, non sarebbero scomparsi senza lasciar traccia.
questo vale anche per gli artisti presenti in questa mostra quali prosecutori di un'avanguardia che aveva come presupposti programmatici la ricerca, l'apertura e confronto con le sempre nuove istanze e problematiche legate al presente.
altrettanto vale per le tante realtà operanti nell'europa dell'est che grazie alle mostre allestite in questi ultimi anni abbiamo avuto l'opportunità di conoscere.

in tal senso vale ancora la citazione tratta dal testo teorico di w. strzeminski:
in tal senso vale ancora la citazione tratta dal testo teorico di w. strzeminski:
seguire il lavoro delle generazioni precedenti, studiare le loro premesse, aggiustare e continuare il sistema – è il modo di creare i nuovi valori culturali. le opere moderne devono essere create sulla base di tutte le esperienze precedenti, ma il loro inizio è lì, dove è la fine di tutto ciò già creato. la tradizione è la materia prima, che deve servire per la costruzione, ciò significa che deve essere trasformata in ciò che non esisteva prima. più ci allontaniamo, più siamo fedeli alla tradizione. (blok, 1924, n. 8-9 frammenti)


R A S S E G N A - S T A M P A


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